Le Cimate

La nostra cantina nasce nel 2011 dal desiderio di Paolo Bartoloni di intraprendere una nuova avventura, sul solco della tradizionale passione per la viticoltura che da sempre caratterizza la famiglia Bartoloni, dedita all’agricoltura sin dal 1800.
Alla costruzione della cantina hanno partecipato tre generazioni di Bartoloni: il nonno Paolo che ha dedicato la sua vita all’agricoltura, essendo stato anche presidente della cantina sociale dei colli spoletini per più di 20 anni; il figlio ing. Giovanni che ha avuto il coraggio di credere in questo investimento realizzando una delle più moderne cantine presenti nella zona, il nipote Paolo, titolare dell’azienda, e sua sorella Francesca, che con lui dedicherà la vita al vino prendendosi cura della Cantina Le Cimate.

Il terreno di 28 ettari, in cui è situata l’azienda, è stato acquistato dalla famiglia Bartoloni nel 1993 dalla curia vescovile di Spoleto. Paolo Bartoloni ha scelto di denominare il suo progetto “Le Cimate”, ispirandosi al nome dalla zona collinare in cui si trova la cantina, che infatti è situata al colmo di una splendida collina con vista panoramica sui monti Martani e la città di Montefalco, uno degli scenari più suggestivi nel cuore dell’Umbria. Il comune di Montefalco è famoso soprattutto per gli straordinari vini che qui si producono, come il Montefalco Sagrantino Passito DOCG, vino liquoroso con alto tenore alcolico da cui si deriva il Montefalco Sagrantino secco DOCG con la caratteristica dei suoi tannini molto pronunciati e il Montefalco Rosso DOC. Oltre a questi vini, che la Cantina “Le Cimate” si onora di produrre, sono presenti anche i “bianchi” di alto valore enologico. Uno dei segreti della bontà dei nostri vini è costituito proprio dai terreni, di natura limo-argillosi moderatamente calcarei, profondi e freschi con esposizione a sud-est e sesto di impianto di 4200 piante per ettaro. Fa parte della vigna un terreno leggermente acclive, dove S. Chiara della Croce, vissuta a cavallo del 1300 d.c., si dice, pascolasse un suo gregge di pecore; al tempo antico era presente una fonte d’acqua, ormai scomparsa, dove abbeverava le bestie mentre lei pregava. Le parole della Santa sono descritte come “un fuoco, da cui venivano illuminate, consolate ed accese le menti di tutti coloro che l’ascoltavano”. Sapeva dunque parlare non solo alla gente comune, attirata dalla sua fama taumaturgica, ma anche a personaggi illustri, che ne ammiravano le virtù oratorie, considerate profetiche, e la sua intelligenza.

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